CENTRO SPORTIVO ITALIANO - COMITATO REGIONALE EMILIA ROMAGNA
13 ottobre 2017

Come porre correttamente la questione di genere nello sport? Dalla base

Nei giorni scorsi il dibattito sui quotidiani nazionali, a seguito di un Tweet di un ministro legato ad informazioni di stampa provenienti dal nord Europa (in Norvegia sono stati equiparati i compensi della nazionale di calcio maschile e femminile), si è interessato della parità di trattamento economico e di status professionale di uomini e donne che praticano sport di alto livello. Questione importante ma di certo almeno parzialmente mal posta, se si parte ragionando dal vertice e dalla retribuzione dei massimi livelli e dal loro status di professionisti o meno. Status che fra l'altro alcune leghe/Federazioni desiderano abbandonare. Il tema non sta qui. Sta nella parità di accesso alle opportunità (in questo paese troppo spesso la parità di opportunità di partenza viene confusa con il livellamento dei trattamenti ex post, "uguali fra disuguali", per citare Gorrieri), nel pregiudizio culturale verso la pratica femminile di alcune attività, nella disponibilità di tempo di vita delle donne su cui gravano ancora troppo i carichi di lavoro familiare; qualcuno risolva questi nodi dalla base e di certo il vertice ne gioverà. Ma per favore, iniziamo a ragionare partendo dal capo opposto della questione. O fra 20 anni saremo ancora agli stessi tweet e articoli di giornale.

L'Angolo dl Presidente Regionale

Come porre correttamente la questione di genere nello sport? Dalla base

Raffaele Candini

Presidente Regionale